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Industria 4.0: novità per il 2018

Si preannunciano grandi novità sul fronte Industria 4.0 per il 2018, se il governo confermerà le proprie intenzioni ci sarà un rafforzamento delle misure agevolative per le imprese, contenute nel Piano Industria 4.0.

Tra le principali novità, il credito d’imposta per la formazione 4.0, la proroga di iperammortamento e super ammortamento, il sostegno al Made in Italy ed il potenziamento del credito d’imposta per il Mezzogiorno.

Le intenzioni del governo sono di potenziare Industria 4.0 con interventi per formare i dipendenti e con un proroga per la realizzazione degli investimenti agevolabili tramite iper o super ammortamento, arrivano anche interventi aggiuntivi per il Mezzogiorno grazie ad un aumento della dotazione a beneficio del credito d’imposta per le imprese e ulteriori fondi destinati a sostenere il Made in Italy.
Sono queste le novità principali previste all’interno della prossima legge di Bilancio 2018 in tema di incentivi alle imprese.
In particolare, la proroga degli ammortamenti maggiorati potrebbe portare a fine 2018 il termine per ordini e consegne dei beni da agevolare.
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Industria 4.0: accordo tra Regione Toscana e Federmanager

il 28 giugno è stato firmato Palazzo Strozzi Sacrati un accordo tra Regione Toscana e Federmanager, lo scopo dell’intesa è aiutare le imprese toscane e in particolare le Pmi a conoscere tutti gli aspetti legati a Industria 4.0 attraverso l’organizzazione di seminari e visite in aziende.

Federmanager Toscana si occuperà di:

  • organizzare seminari informativi e conoscitivi sui temi di Industria 4.0, con particolare attenzione alle ricadute aziendali e manageriali;
  • effettuare test degli strumenti di assessment e per l’audit tecnologico che Regione e organismi di ricerca regionali stanno mettendo a punto per valutare il grado di maturità di un’impresa;
  • divulgare gli strumenti di assessment o line che la Regione metterà a disposizione delle Pmi;
  • promuovere la figura del Temporany manager anche sotto la forma del distacco temporaneo.

La Regione offrirà la propria collaborazione a Federmanager per l’espletamento delle varie azioni.

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Industria 4.0: la Toscana mette a disposizione 33 milioni di euro

La Regione Toscana mette a disposizione una dotazione complessiva di quasi 33 milioni di euro (sotto forma di fondo rotativo e microcredito) per il triennio 2017-19 per promuovere gli investimenti delle MPMI toscane che operano nei settori artigiano, industriale manifatturiero, turistico, commerciale, culturale e terziario.

La giunta regionale, in attuazione della linea di azione 3.1.1 del Por Fesr 2014-2020, ha approvato gli indirizzi per la concessione di aiuti nelle forme di prestiti a tasso zero e di microcredito destinati alle MPMI ed ai liberi professionisti, sono stati stanziati 22,8 milioni di euro per il fondo rotativo e altri 10 milioni di euro per il microcredito.

Obiettivo dei nuovi indirizzi è sostenere e incrementare gli investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili di accompagnamento dell’impresa nei processi di riorganizzazione e ristrutturazione, in linea con la Strategia di specializzazione intelligente per la Toscana (RIS 3), e incentivarne gli investimenti orientati alla strategia nazionale e regionale di Industria 4.0.

I beneficiari sono le micro e piccole imprese (anche le medie nel caso del fondo rotativo) costituite almeno due anni prima della presentazione della domanda di agevolazione ed i liberi professionisti. Requisito fondamentale di accesso è la conformità degli investimenti con le strategie della RIS 3 (Fotonica, Fabbrica Intelligente, Chimica e Nanotecnologie).

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Industria 4.0: il nostro intervento al convegno del 28 aprile

E’ da quando siamo nati che il nostro core business sono le aziende innovative e per questo, quando si parla di innovazione, noi siamo presenti.

Industria 4.0 è un’occasione da non perdere, e proprio per questo lo scorso 28 aprile abbiamo illustrato ad una platea di imprenditori le potenzialità, non ci stancheremo mai di farlo e per questo utilizziamo anche questo post per ricordarle a tutti.

La legge di Bilancio 2017 ha previsto misure agevolative (per il dettaglio clicca qui)per sostenere gli investimenti in beni strumentali e in tecnologie per Industria 4.0, con lo scopo di rilanciare la competitività delle imprese, vediamo nel concreto quali sono:

Super ammortamento
L’agevolazione consiste nella maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria; le aziende ne possono usufruire fino al 31 dicembre 2017.

Iperammortamento
Il beneficio prevede una maggiorazione del 150% del costo fiscale ammortizzabile di specifici beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico. Tra i beni agevolabili:
– i beni il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamento;
– i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
– i dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.
L’iperammortamento potrà essere fruito per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017.

Sabatini ter
L’agevolazione prevede la concessione di un contributo alle PMI a copertura parziale degli interessi su finanziamenti bancari quinquennali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature ed è valida fino al 31 dicembre 2018.
Debutta il contributo maggiorato nel caso di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo
Dal 2017 cambia la disciplina relativa al bonus, che potrà essere fruito fino al 2020 anche dalle imprese che effettueranno la ricerca per conto di committenti esteri. La misura dell’agevolazione è pari al 50% per tutte le tipologie di spesa. Aumenta da 5 a 20 milioni di euro anche l’importo massimo annuale del credito d’imposta riconosciuto a ciascun beneficiario.

Start up e PMI innovative
Nel pacchetto di misure, le agevolazioni a favore di chi investe in tali tipologie di imprese, che, dal 2017 diventano a regime e vengono rafforzate:
– viene fissata un’unica aliquota, aumentata al 30%, indipendentemente dalla tipologia di start up innovativa beneficiaria;
– è incrementato a un milione di euro il limite massimo di investimento su cui calcolare la detrazione d’imposta per i soggetti IRPEF;
– viene introdotta l’esenzione dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria per l’atto costitutivo delle start up innovative e la possibilità che l’atto costitutivo sia sottoscritto, oltre che con firma digitale, anche con firma elettronica avanzata autenticata.

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Industria 4.0: dal Rapporto PMI Mezzogiorno di Cerved e Confindustria emergono segnali positivi

La terza edizione del Rapporto PMI Mezzogiorno 2017, curato da Confindustria e Cerved, con la collaborazione di SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, presentato il 38 marzo 2017, ha analizzato i comportamenti di un campione di 25mila piccole e medie imprese del Sud Italia (il 18% del totale delle PMI di capitali italiane) rappresentativo dell’apparato produttivo meridionale, e ha rilevato una crescita d’insieme estremamente significativa del tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno.

I dati del Rapporto certificano un apprezzabile miglioramento della fiducia nelle prospettive dell’economia meridionale: 18mila nuove imprese di capitali sono nate al Sud solo nei primi 6 mesi dell’anno, ma in gran parte si è trattato di piccolissime imprese, con meno di 5mila euro di capitale versato. La voglia di fare impresa, al Sud, resta dunque molto alta, ma le imprese nuove nate non hanno dimensioni tali da sostituire la capacità produttiva andata distrutta con la crisi. In tal modo si consolidano le caratteristiche tipiche del tessuto produttivo meridionale, e in particolare la sua frammentazione.

Secondo le previsioni di Confindustria e Cerved, nel 2017 e nel 2018 le prospettive delle imprese meridionali dovrebbero migliorare ancora, con il fatturato e il valore aggiunto che crescono a ritmi superiori a quelli del resto del Paese. In questo ambito la Campania fa la sua parte con le PMI che fanno registrare un indice di redditività del capitale proprio investito (ROE) superiore al valore nazionale (9,2% contro 8,6%), e il 32% degli occupati tra tutte le PMI del Mezzogiorno (circa 200mila addetti).

L’implementazione del piano Industria 4.0, con la creazione di una rete di Digital Innovation Hub capace di portare tutte le imprese a contatto con le opportunità legate alla digitalizzazione della propria attività di impresa rappresenta, infine, una grande occasione per far fare al sistema produttivo meridionale un salto decisivo verso l’innovazione, un salto che deve essere guidato dalle imprese industriali.

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Industria 4.0 può valere il 4% del Pil in 3 anni

Industria 4.0 è una delle più grandi opportunità che imprese e stati hanno per fare un salto di qualità, che non vale un centesimo, ma secondo il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria “vale quattro punti di Pil nei prossimi tre anni”.

Quantificati per le imprese si parla di «110 miliardi in più di ricavi nei prossimi cinque anni», lo ha affermato Marco Gay, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, alla seconda edizione del Fed, il Forum dell’Economia Digitale ideato e realizzato da Facebook e Giovani Confindustria, che si è svolto ieri a Milano.

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Industria 4.0: si muove anche il sud, nasce Apulia Digital Innovation Hub

Anche il sud Italia si muove sul campo di Industria 4.0, in particolare la Puglia che sarà l’unica regione italiana l’Hub Europeo del Mezzogiorno per la trasformazione digitale, si chiamerà Apulia Manufacturing RDMI Hub, , il cui progetto è stato patrocinato dalla Regione Puglia e vede come capofila Confindustria Bari e  Barletta-Andria-Trani (Bat) e come partner il Politecnico di Bari, il Distretto Regionale della Meccatronica Pugliese Medis e imprese del territorio nel campo dell’Information and Communication Tecnology (Exprivia, MacNil-Zucchetti, SimNT).

Il progetto Apulia Manufactoring RDMI Hub, promuoverà la diffusione delle principali tecnologie, IoT (Internet of Things) e CPS (Cyber Physical System), che caratterizzano la manifattura 4.0.

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Industria 4.0: Nuova Sabatini riscritto l’elenco dei beni

Con l’obiettivo di chiarire eventuali dubbi interpretativi in merito ai beni strumentali ammessi alla Nuova Sabatini che godono della maggiorazione del contributo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha sostituito l’elenco che individua i detti beni materiali rientranti tra gli “investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti” (Allegato 6/A alla Circolare del 15 febbraio 2017), con un nuovo elenco.

La nuova lista è allegata alla Circolare pubblicata lo scorso venerdì (Circolare 24 febbraio 2017, n. 17677)  che fornisce inoltre chiarimenti in merito alle informazioni antimafia (punto 12.1 della Circolare 15 febbraio 2017).

In particolare, viene chiarito che la concessione del contributo è subordinata all’acquisizione della documentazione antimafia per le agevolazioni che superano la soglia di 150.000 euro, corrispondenti ad un finanziamento:

  • superiore a € 1.943.699 nel caso in cui tutto il finanziamento sia destinato all’acquisto di beni strumentali oggetto di “investimenti ordinari”;
  • superiore a € 1.486.199 nel caso in cui tutto il finanziamento sia destinato all’acquisto di beni strumentali oggetto di “investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti”.

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Industria 4.0: Nuova Sabatini, dal 1° marzo via alle domande di agevolazione

A partire dal 1° marzo 2017 le imprese potranno presentare domanda di agevolazione per usufruire del contributo maggiorato, calcolato su un tasso di interesse annuo del 3,575%, a fronte di investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

L’obiettivo è incentivare la manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale, anche tramite l’innovazione di processo e di prodotto.

Le istruzioni per le imprese, e gli schemi di domanda e di dichiarazione da trasmettere per poter beneficiare delle agevolazioni, sono definiti nella circolare attuativa del 15 febbraio 2017

Le disposizioni contenute nella circolare si applicano sia alle domande presentate dal 1° marzo 2017, sia a quelle presentate prima di tale data, tenuto conto della fase a cui sono giunti i relativi procedimenti.

Ecco le principali novità introdotte dalla nuova disciplina:

  • a partire dal 1° marzo, le imprese dovranno utilizzare esclusivamente il nuovo modulo di domanda (release 4.0) che sarà reso disponibile dalla medesima data nella sezione dedicata alla Nuova Sabatini; le domande presentate con il vecchio modulo dopo il 1° marzo saranno considerate irricevibili
  • all’interno del nuovo modulo le imprese dovranno indicare la ripartizione tra investimenti c.d. ordinari e investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (c.d. 4.0)
  • i beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. 4.0 sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare. Con riferimento alla stessa domanda, gli investimenti dichiarati dalla Pmi come investimenti c.d. 4.0, se non rientranti negli elenchi di cui agli allegati 6/A e 6/B, non sono ammessi alle agevolazioni e non possono essere ammessi come investimenti ordinari.

Schede di approfondimento:

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Industria 4.0: un confronto tra gli incentivi nei cinque principali Paesi UE

La Scuola europea di alti studi tributari dell’università di Bologna (Seast), ha messo a confronto gli incentivi per Industria 4.0 nei 5 principali Paesi dell’UE (Italia, Francia, Germania, Spagna, Olanda), l’analisi ha individuato tre grandi capitoli di intervento: il sostegno alla crescita delle start up innovative, i premi fiscali all’innovazione e gli interventi per dare più convenienza fiscale allo sviluppo eco-sostenibile.

Dall’analisi, presentata in un articolo de Il Sole 24 ore, emerge che l’Italia ha misure innovative anche rispetto ad alcuni degli Paesi.

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